Ognuno di noi contribuì con il proprio patrimonio poetico e musicale a realizzare, giorno dopo giorno, un microuniverso nascosto, clandestino -suonando e cantando sottovoce- pur di mantenersi vivi in quegli anni governati dal Verbo Avere.
Il crollo di quel sistema, dovuto alla sommatoria di più crisi, da quella economica a quella politica, da quella morale a quella istituzionale, rischia ora di travolgere nelle proprie macerie ogni sia pur flebile prospettiva di un domani migliore.
Ed è per tale motivo, per mantenerci vivi appunto, che abbiamo pensato di affidare alle Voci migliori del gruppo, le Voci del Verbo Essere appunto, il compito di esternare il nostro grido di disperazione sì, ma anche di speranza.
L'altra metà, quella a cui noi teniamo tanto, è illuminata dal chiarore lunare e testimonia la nostra affinità con tutte l creature notturne, quelle cioè che nella notte esprimono il loro disagio di vivere, che alla notte affidano la loro voglia di vivere.
La nostra musica tenta di fondere le atmosfere nebbiose e rarefatte del sogno con la realtà violenta, caotica, rumorosa che inevitabilmente aggrediscono quanti devono tutti i giorni confrontarsi e misurarsi con la civiltà tardo industriale.

